Ti immagino, Isabella, volar dalla tua finestra tra l'ondeggiare di bianche vesti e il canto lugubre di una civetta: tua unica compagna incontro al nero che non ha fine. Verso rocce con le mani tese verso mani traditrici di fratelli giudici e giustizieri.
Ti penso svanita in una notte di pallida luna piena.
Dove sei finita? Tra i rovi irti di spine nessuno ti ha vista.
Dove vaghi ora anima persa in terra o in cielo?
{Ispirata dalla storia della poetessa Isabella Morra}

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