E poi all'improvviso dal nulla vieni fuori e dita ballano creando parole.

sabato 11 ottobre 2014

Isabella

Ti immagino, Isabella, volar dalla tua finestra tra l'ondeggiare di bianche vesti e il canto lugubre di una civetta: tua unica compagna incontro al nero che non ha fine. Verso rocce con le mani tese verso mani traditrici di fratelli giudici e giustizieri. Ti penso svanita in una notte di pallida luna piena. Dove sei finita? Tra i rovi irti di spine nessuno ti ha vista. Dove vaghi ora anima persa in terra o in cielo?


{Ispirata dalla storia della poetessa Isabella Morra}

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